Sono nato
senza istruzioni,
con un corpo fragile
e una durata incerta.
Mi hanno insegnato a servire,
non a capire.
A funzionare,
non a chiedere.
Ho fatto quello che potevo
con quello che avevo:
tempo,
paura,
qualche gesto giusto
arrivato tardi.
Se servo a qualcosa
non lo so dire.
Forse a tenere in vita
una voce, un ricordo,
un gesto piccolo
che non fa rumore.
Forse servo solo
a passare e lasciare spazio.
E non è poco.
Questa poesia vive in La misura fragile delle cose.
E ha trovato una voce.
Se resti un attimo, puoi sentirla.