In questi giorni
ha piovuto e fatto freddo.
Siamo a metà maggio
e la neve è tornata
appena sopra l’altopiano.
Le previsioni lo dicevano,
certo.
Ma tra il dire del cielo
e il crederci davvero
c’è sempre quella distanza umana
che pensa di aver capito le stagioni.
E invece no.
Basta guardare le montagne stamattina:
bianche di nuovo,
come se l’inverno avesse dimenticato qualcosa
e fosse tornato indietro a riprendersela.
Gli alberi ormai pieni di foglie,
l’erba alta,
i prati convinti della primavera…
e sopra, improvvisa,
la neve.
La natura non firma contratti.
Non promette coerenza.
Non chiede permesso.
Comanda.
E nella sua imprevedibilità
vive forse la parte più sincera della sua bellezza.
Perché ci ricorda,
con il suo silenzio freddo,
che il mondo non segue i nostri programmi,
le nostre abitudini,
le nostre certezze da calendario.
E forse è proprio questo
che ancora riesce a stupire:
sapere che, nonostante tutto,
la terra è ancora capace
di fare di testa sua.