La fabbrica

Angoli retti.
Luce spenta.
L’aria sa di ferro.

Ogni cosa è al suo posto,
tranne il respiro.

Le voci non parlano—
raspano.
Ripetono gesti
imparati senza scelta.

Un pezzo passa,
poi un altro,
poi un altro ancora.

Qui il tempo non passa:
si accumula.

Si lavora
per ciò che non resta.

E intanto
ci si consuma.

Negli angoli
dove niente nasce
anche il pensiero
si ritira.

E l’umanità,
piano,
si spegne
senza rumore.


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