Ci prendiamo
come animali stanchi di aspettare.
Nessuna promessa.
Solo corpo.
Il desiderio non chiede—
spinge.
Ci urtiamo,
ci stringiamo,
fino a perdere i contorni.
Godi.
Urli.
Ti spezzi.
E in quel punto preciso
non esisti più.
Neanche io.
“Sei mia”
è solo un pensiero
che dura un istante
e subito mente.
Perché niente resta fermo
quando il sangue decide.
Come il mare.
Arriva,
colpisce,
si ritira.
E torna.
Sempre.
Noi uguali.
Onde che si cercano
senza sapere perché,
senza ricordare prima,
senza pensare dopo.
Solo adesso.
Il colmo.
Poi—
silenzio.
E dentro quel vuoto
la vita
ricomincia.