Ingranaggi

Ci svegliamo presto,
prima del sole e delle domande.
Stringiamo viti che non portano il nostro nome
e la chiamiamo strada
per non dire binario.

Ci dicono “vai”
e andiamo.
Ci dicono “aspetta”
e aspettiamo.

Qualcuno chiama tutto questo ordine.
Qualcun altro lo chiama fortuna.

Siamo ingranaggi
di una grande macchina:
necessari,
sostituibili,
convinti di scegliere
mentre giriamo.

Ogni tanto viene il dubbio:
se mi fermassi adesso,
anche solo un istante,
la macchina crollerebbe
o continuerebbe senza di me?

La risposta è già nel rumore.


Questa poesia vive in La misura fragile delle cose.
E ha trovato una voce.
Se resti un attimo, puoi sentirla.


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