Finestra

La stanza è ferma.
Tu respiri piano.

La luce entra di lato,
taglia il tuo volto
e si spegne.

Fuori,
rami sottili
si piegano al vento—
ossa.

I palazzi restano lì,
chiusi,
indifferenti.

Noi no.

Siamo in un punto preciso,
un incastro breve
che tiene tutto.

La tua pelle
sa ancora di notte.

Il tuo profumo
riempie lo spazio
più delle parole.

Non diciamo niente.
Non serve.

C’è solo questo:
un attimo
senza futuro.

Resta.
Poi cede.

Come tutte le cose vere.

Un giorno
non ci sarà più nessuno
a ricordarlo.

E andrà bene così.

Perché è esistito.
E basta.


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