La margheritina che non aveva fretta

Non è alta come le rose,
non profuma come il gelsomino,
non attira gli sguardi come i girasoli.

Eppure ogni mattina è lì.

Quando l’ho vista, era ancora mezza addormentata:
i petali rosa chiusi attorno al cuore giallo,
come una bambina che sbircia il mondo da sotto una coperta.

Non aveva fretta di fiorire.

Forse sapeva una verità che gli uomini dimenticano spesso:
che ogni cosa ha il suo tempo.

La chiamano Bellis perennis.

“Bellis” significa bella.
“Perennis” significa che ritorna, anno dopo anno.

Gli antichi la raccoglievano per preparare impacchi contro piccoli dolori e contusioni.
Per questo qualcuno la chiamava persino l’arnica dei prati.

Ma la sua medicina più grande era un’altra.

Ricordava alle persone che la forza non sta sempre nell’essere grandi.

A volte sta nel resistere.

Nel nascere tra due sassi.
Nel sopravvivere ai passi distratti.
Nel rifiorire ogni fine primavera.

Per questo, guardando quella piccola margheritina piegata sull’erba, mi è venuto da pensare che assomigli un po’ a noi.

Anche noi passiamo stagioni.
Anche noi ci chiudiamo quando il vento è troppo forte.

Poi un giorno,
torniamo ad aprirci.

Petalo dopo petalo.

E il sole, che sembrava lontano,
si accorge di noi.


Favola popolare

Si racconta che una volta il Sole chiese ai fiori chi volesse accompagnarlo ogni mattina.

Le rose dissero:
— Noi siamo troppo nobili.

I gigli risposero:
— Noi siamo troppo delicati.

La piccola margheritina non disse nulla.

Il Sole sorrise e la scelse.

Da allora lei apre i suoi petali appena arriva la luce e li richiude quando il giorno finisce.

Non per obbedienza.

Per amore.

Perché certe amicizie non hanno bisogno di parole.

Basta un raggio di sole.

E un piccolo fiore che aspetta.


← Natura

← Poesie

 Articoli

← I miei libri