Turno continuo

Non c’è un inizio, solo un orario.
Entro che è buio,
esco che ho finito le parole.

Il mondo funziona perché qualcuno non si ferma.
Anch’io tengo il passo.
Non per scelta,
per abitudine.

Ci insegnano il ritmo prima del senso:
batti il tempo,
non fare domande.

Se inciampi rallenti tutti.

A forza di girare
impari a chiederti solo
se sei ancora dentro.

La notte resta una domanda
che nessuno timbra:
quanto di me serve davvero
e quanto si perde tra un turno e l’altro?

Domani torno.
Non perché credo.
Perché il mondo
non aspetta chi si ferma.


Questa poesia vive in La misura fragile delle cose.
E ha trovato una voce.
Se resti un attimo, puoi sentirla.


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