Domande semplici

Chi sono
quando non devo fare niente,
quando nessuno mi chiama per nome,
quando nessuno mi aspetta?

Da dove vengo
prima dei racconti di famiglia,
prima delle storie imparate
per spiegarmi?

Sono nato
per continuare qualcosa
o per interromperlo?
Per aggiustare
o solo per reggere?

A cosa servo
se mi fermo un istante,
se non produco,
se non rispondo,
se non arrivo?

Forse a niente.
Forse a restare.

E questa risposta
fa più paura
di tutte le altre.


Questa poesia vive in La misura fragile delle cose.
E ha trovato una voce.
Se resti un attimo, puoi sentirla.


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